Penso che la bellezza (soggettiva) di un libro dipenda molto dal momento in cui lo leggi.

Ci sono libri che sono veri capolavori ma, se letti nel momento sbagliato, possono risultare noiosi e pesanti.

Al contrario, ci sono libri mediocri, o addirittura quasi anonimi, che possono risultare estremamente piacevoli se letti nel momento giusto.

Dall’inizio di quest’estate ho iniziato quattro libri.

Ho iniziato Guida Galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams, oggettivamente geniale per stile e contenuti.

Ho iniziato Sogno di una notte di mezz’estate, di Shakespeare ed Il lupo della steppa di Hesse, oggettivamente due capolavori.

Ma non sono riuscita a finire nessuno dei tre.

Poi ho iniziato per la seconda volta Harry Potter e il principe Mezzosangue, invogliata dalla locandina al cinema, e mi sta scorrendo sotto agli occhi con una facilità quasi vergognosa. Ho voglia di leggerlo e riesco a mantenere la concentrazione quando lo faccio. Cosa che non mi riusciva con i tre precedenti, perché sono stanca, mentalmente. Forse dopo le ferie riuscirò a riprenderli in mano, ma ora proprio no. Non posso dire che non mi siano piaciuti, ma posso dire, per certo, che per ora non finirò di leggerli.

Al momento il principe Mezzosangue è il libro più bello che potessi leggere, e passa, dalle tre stelline che gli diedi dopo la prima lettura (non vedevo l’ora che uscisse e mi aspettavo di più, immagino) a quattro.

Finito quello, proverò a prendermela con Il figlio del cimitero, di Gaiman.
Mi piacerà, o dovrò rimandarlo a settembre?

Ah, a proposito di Gaiman, ho visto Coraline. È un sacco bbbello. (Il bambino che era seduto davanti a me credo si sia cagato addosso).