Luglio 30th, 2008 by Erika
Una settimana e mezzo alle ferie. Ancora una settimana e mezzo in questo ufficio che sono oramai arrivata ad odiare.
Mi stavo chiedendo in quale momento, nella storia, il mondo del lavoro è diventato così… stupido. Sembra che le persone si siano completamente rincoglionite. Non credo di dover spiegare quello che sto dicendo. Credo che chiunque dotato di buon senso che abbia lavorato in un’azienda medio/grande sappia benissimo di cosa sto parlando.
Riunioni, lettere, corsi che cercano di farti sentire parte importante dell’azienda quando in realtà sei l’ultimo stronzo in ordine di importanza, prendi mille euro al mese e tutti ti rompono i coglioni.
“Le sinergie hanno un costo.” “L’open space favorisce la collaborazione del team.” “Dobbiamo lavorare come se fossimo una persona sola.”
Ma vaffanculo.
A zappare della terra. Ecco dove dovremmo andare tutti.
(Avevo iniziato a scrivere pensando di parlare delle mie prossime ferie e del mio viaggio in Irlanda, ma poi le mie dita se ne sono andate per i fatti loro. E’ che ieri sera non mi hanno fatto nemmeno una coccola, quindi oggi mordo.)
C’è una farfalla che vola fuori dalla finestra.
Avete mai pensato a come potrebbe essere se fossimo farfalle? No, dico, veramente?
Luglio 24th, 2008 by Erika
Stanca del dovere vedere queste persone tutti i giorni. Stanca della mancanza di rispetto che gira nell’aria. Stanca del fatto che ti richiedano serietà quando non te ne danno in cambio nemmeno un po’. Stanca delle urla isteriche rivolte verso persone la cui unica colpa è quella di non aver avuto tempo di testare tutti i casi possibili. Stanca dei telefoni che squillano, stanca delle cose stupide dette ad alta voce che rompono il silenzio, stanca della gente che si crede dio, stanca degli incompetenti che fanno la voce grossa, stanca di essermi sbattuta e aver studiato per un lavoro da operaio che mi farà finire al manicomio, stanca della benzina che cresce tutti i giorni, stanca di dover fare chilometri e chilometri tutte le mattine per entrare in un posto completamente grigio e freddo, stanca di lavorare in una grande azienda del cazzo con colleghi del cazzo, clienti del cazzo e uno stipendio del cazzo.
Qualcuno cerca una donna delle pulizie?
Luglio 17th, 2008 by Erika
Il messaggio era lì pronto.
Nonostante ci vediamo così poco, nonostante tutto quello che ci ha separato, sei tutt’ora l’unica persona di cui mi fido completamente, l’unico con cui vorrei parlare quando mi sento giù. Grazie.
Sarebbe bastato premere invio, ma quell’invio alla fine non l’ho premuto, perché il buonsenso dice che non è giusto mandare un messaggio del genere ad un tuo ex ragazzo quando lui ha una ragazza di cui è innamorato, e tu hai un ragazzo di cui sei innamorata.
Non è giusto, eppure ci penso tutti i giorni a quanto sia effettivamente raro trovare una persona di cui ci si può fidare in questo modo.
E alle persone che mi chiedono perché piango così spesso mi viene da chiedere: “E perché voi non lo fate?“
Febbraio 26th, 2008 by Erika
Sono una che si fa un sacco di problemi.
Quando tengo a qualcosa, o a qualcuno, ho sempre paura di star facendo la cosa sbagliata.
Mi succede al lavoro.
Mi succede con le persone che amo.
E il motivo è, diciamo, uno solo.
Il motivo è che la gente parla troppo.
Sono una che ascolta volentieri, in genere. Mi piace ascoltare, perché è ascoltando che si impara a conoscere le persone. Si impara a leggere tra le righe. Si impara a sentire quello che vogliono dire, anziché quello che dicono.
Ma ascoltando, si sentono anche tante cose che sarebbe meglio non sentire. Cattiverie gratuite, insulti, lamentele. E quando ci si trova ad avere a che fare con qualcuno che si ha paura di non conoscere troppo bene, si ha anche paura di essere oggetto delle loro cattiverie. O delle loro facce finte.
Non è sempre importante, è vero. Ma quando si è felici, allora sì che è importante. È importante perché ci si potrebbe accorgere di avere vissuto solo un’illusione di felicità. E più penso a questa possibilità, più ho paura di sbagliare.
Non voglio che mi portino via la mia felicità.
Febbraio 21st, 2008 by Erika
Mi sono appena resa conto di star vivendo una situazione che fino a un paio di anni fa vivevo ripetutamente nei miei sogni.
Non so se sopravviverei al suono di una sveglia.