Posted by Erika.
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L’ho scritto qualche giorno fa ma per qualche motivo non l’ho pubblicato. Vabbeh.
(continua…)
Posted by Erika.
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Stanca di lavorare. L’ultima mezzora del venerdì sera tendo sempre a trascinarmi lentamente fino all’orario di uscita facendo cose stupide. Sarebbe bello lavorare un’ora in meno tutti i venerdì, invece che portarsi dietro ore ed ore di permessi che nessuno userà mai.
Oggi c’è stato molto da fare. Ma sono tranquilla. Inizio ad apprezzare quasi quest’ufficio, sicuramente grazie al fatto che mi hanno tolto dalla scrivania la persona più odiosa sulla faccia della terra. È come se, lontana da lui, riuscissi a sopportare anche lo stress delle mille cose da fare tutte in una volta. Programmare continua a non piacermi particolarmente, ma cercherò di adeguarmi alla scelta che ho fatto. Sono ancora convinta che prima o poi qualcuno si accorgerà di qualche mio talento nascosto che non ho ben compreso nemmeno io e riuscirò a fare un lavoro che mi piace. Oppure che vincerò un futuro concorso per entrare in biblioteca comunale.
Oh vabbeh.
Ho sbagliato università. Mi è piaciuta l’università che ho fatto, ma mi sono resa conto di non avere una predisposizione particolare per quello che faccio (se non l’essere di una precisione quasi anale e quindi essere una notevole cagacazzi se trovo bug qua e là). Avrei dovuto puntare più in alto, ma mi sono accontentata. Non si può tornare indietro e quindi, come si dice, ci si adegua.
Comunque.
Ieri sera ho iniziato il corso di yoga. Mi è piaciuto parecchio. Il maestro è in gamba ed soprattutto riesce a metterti a tuo agio. Sono tornata a casa felice. E senza mal di schiena. Peccato che sia solo una volta a settimana. Davvero peccato.
(Ho anche trovato un cappotto viola bellissimo ma naturalmente non c’era la mia taglia. E considerato quanto raro è che io consideri “bellissimo” un qualunque capo di abbigliamento, posso considerarla sfiga nera?)
Buon Halloween a tutti.
Posted by Erika.
Sto sviluppando la trama per il mio NaNoWrimo. O, almeno, ci sto provando. Butto sul mio moleskine tutto quello che mi passa per la testa che potrebbe essere uno spunto per la scrittura.
Ho in mente tre personaggi, ma solo due nomi. Ho il nome per i due personaggi maschili (sono due nomi improbabili ma con una spiegazione plausibile). Mi manca quello per il personaggio femminile. Vorrei dargli un nome non troppo italiano, ma usato anche in Italia, perché ho sempre fatto fatica a sopportare i nomi marcatamente inglesi in un racconto scritto da un italiano. Ma non volevo nemmeno chiamarla Maria. Per ovvi motivi.
Ho in mente l’incipit per due capitoli (il primo e il terzo). Ho in mente l’intera caratterizzazione del personaggio femminile. Ho una vaga idea della storia.
Gli ho assegnato il genere fantascientifico per un particolare legato al secondo personaggio maschile, ma non è detto che poi lo sarà veramente. Non ho ancora niente di ben definito.
L’incognita più grande è quante parole riuscirò effettivamente a scrivere…
Posted by Erika.
Hai presente quelle volte che hai estremamente bisogno di sfogarti con un amico?
Beh, sì, ce le ho presente.
Peccato che io, l’amico con cui vorrei sfogarmi (per il semplice fatto che è l’unico amico di cui io mi fidi completamente) riesco a vederlo tra sì è no due volte all’anno. E non posso chiamarlo, perché rischierei di metterlo in imbarazzo con la sua ragazza.
Quindi io con chi mi sfogo? Con il muro?
Posted by Erika.
Sono stanca anche della gente che ci chiede ‘Il prossimo anno venite in vacanza con noi?’.
Io le vacanze voglio farle solo con lui.
E questo perché so che, anche se ci fosse qualcosa che andasse storto, avrei comunque un ricordo meraviglioso.
In Irlanda non è andato tutto liscio, abbiamo avuto le nostre difficoltà. Eppure ora ricordo una vacanza stupenda, ricordo il verde, il silenzio, la gentilezza delle persone, il nostro ingresso nell’albergo a quattro stelle. Ed è questo che racconto agli altri quando mi chiedono com’è stata la vacanza. Mentre dagli altri io ho sentito lamentele, su un sacco di cose. Ho sentito dei ’sì è stato bello, ma…’. E non voglio che nel ricordo delle mie vacanze ci siano dei ‘ma’. Non voglio andare in vacanza con qualcuno che possa rovinarmela. Non voglio andare in vacanza con presenze femminili che prima sorridono e cinque minuti dopo sparlano della stessa persona a cui hanno sorriso.
Sabato prossimo passiamo un weekend fuori con loro. E ci andrò, perché a lui so che fa piacere. Ma penso proprio mi porterò un libro ed eviterò con cautela di trovarmi in mezzo a certe conversazioni.
Anche se forse, se sfociassero in un bel litigio, sarebbe meglio per tutti.
Posted by Erika.
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Il ritorno da una vacanza in luoghi affascinanti mi lascia sempre addosso una discreta voglia di scrivere qualcosa ambientato là… E quest’anno penso lo farò davvero.
Novembre è il mese del NaNoWriMo, e ho intenzione di partecipare.
Non penso sarà semplice portarlo a termine – 50.000 parole sono tante per qualcuno che al massimo riesce a scrivere un post di qualche riga, e come se non bastasse, il 13 esce l’espansione di WoW (mannaggia a me) – ma ci si prova. Vediamo dove arrivo.
Posted by Erika.
La domenica mi pesa particolarmente.
Sono sempre stanca, sarà perché non riesco mai a dormire quanto vorrei. E i giretti pomeridiani con gli amici mi danno il colpo di grazia. Avrei bisogno di rifugiarmi in un posto rilassante. Le bellissime colline che abbiamo qui nei dintorni, ad esempio. E fermarmi a guardare il panorama, e magari scattare qualche foto. E invece finiamo sempre in posti iper-affollati che mi fanno venire il mal di testa.
E mi lascio prendere dalla tristezza perché avrei bisogno di altri giorni a casa, lontano dal grigiume di quest’ufficio, lontano da Skype, dai telefoni e dai mille problemi che spuntano ogni giorno come lumache dopo un acquazzone estivo.
Ci vorrebbero due domeniche a settimana. Magari una riuscirei a godermela.
